
La STU come strumento innovativo per la realizzazione del PRU
La complessità degli interventi di riqualificazione delle aree urbane esistenti ed i problemi posti dalla loro realizzazione, hanno portato all'introduzione nella legislazione urbanistica di strumenti di intervento più evoluti rispetto ai tradizionali piani attuativi dei piani regolatori generali.
Le Società di Trasformazione Urbana (STU) sono state introdotte dall'art. 17, comma 59 della Legge 127/97 (poi integralmente trasposto nell'art. 120 del D.Lgs. 267/00), che ha riconosciuto, per la prima volta, ai Comuni e alle città metropolitane la possibilità di costituire società per azioni con cui dar vita ad interventi di trasformazione urbana in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti. La Legge 166/02 ha poi ampliato l'ambito di intervento estendendolo agli immobili, oltre che alle aree.
Tali società, aperte alla partecipazione di privati da scegliere tramite procedure ad evidenza pubblica, provvedono alla progettazione degli interventi, all'acquisizione delle aree, nonché alla trasformazione e commercializzazione delle stesse.
La costituzione avviene con delibera del consiglio comunale, che individua anche l'ambito dell'intervento di trasformazione.
La regolamentazione dei rapporti tra gli enti costitutori e la società di trasformazione urbana è affidata ad una convenzione contenente, a pena di nullità, gli obblighi ed i diritti delle parti: tale accordo ha la funzione di assicurare standard minimi di servizi, e permette agli enti locali azionisti di inserire forme di tutela diverse ed ulteriori rispetto a quelle contenute nell'atto costitutivo e nello statuto, sempre al fine di assicurare il soddisfacimento degli interessi pubblici.
La STU si dovrà tendenzialmente occupare della fase progettuale dell'esecuzione degli interventi e della commercializzazione dei manufatti, anche attraverso soggetti terzi ai quali affiderà la realizzazione di dette fasi o di singole opere.
Si tratta quindi di quindi uno strumento che, a differenza dei bandi tradizionali, permette all'ente locale una partecipazione diretta, consentendo di passare dalla disponibilità di strumenti di piano a quella della loro attuazione.
L'operazione di trasformazione urbana viene a collocarsi tra la pianificazione urbanistica e l'attività edilizia, e pertanto nella ricostruzione normativa di riferimento essa va incardinata nel coacervo tra le problematiche edilizie, i lavori pubblici, sulle norme degli espropri nonchè la pianificazione urbanistica.
La STU è uno strumento che, a differenza dei bandi tradizionali, permette un governo diretto, da parte dei Comuni, sulla realizzazione di programmi complessi come è quello di Pianoro ed una partecipazione alla valorizzazione economica delle aree che ne deriva. Il tutto non avviene traendo vantaggi a scapito dei privati, ma assieme a questi. In questo senso, vi è una valorizzazione sia del ruolo dei soggetti pubblici che di quelli privati: il Comune come protagonista di queste trasformazioni, l'Acer come strumento tecnico dei Comuni, i privati sia in qualità di cofinanziatori che in qualità di imprese di costruzione: riducendo il rischio di avere finanziatori senza capacità d'impresa o impresa senza capacità di finanziamenti.